Anno A – I Domenica dopo l’Epifania

Il bettesimo di Gesù pone a noi una domanda. Domanda sullì’identità stessa di Gesù: chi è Gesù per me. Non basta dire chi è Gesù.

Il vangelo ci aiuta a pensare che la domanda dell’identità è stata una domanda seria anche per Gesù. È una domanda seria per ciascuno dei grandi. Per noi in gran parte ha a che fare con il nostro lavoro. Ciò che facciamo è il mezzo che ci fa sentire il nostro essere (lo sanno bene i disoccupati oggi). In un film famoso un lavoratore: “qual è il tuo mestiere?”

Gesù – come ognuno di noi – assunse e scelse la sua identità. Non si limitò a vivere, a trascorrere i giorni, dovette fare anche lui la fatica degli uomini di assumere la propria identità. Per questo fa un viaggio – lungo: dalla Galilea al deserto. Abbandona delle cose vecchie e ne inizia di nuove.
Gesù era un discepolo di Giovanni – ci lascia intuire il testo. Ma a un certo punto scelse si separarsene. Era un lavoratore di Zippoli… e scelse…

Quando si assume e si sceglie la propria identità anche si rinasce in senso spirituale (per questo il battesimo ha a che fare con lo spirito).
Per questo non basta la nascita.
Faccio un esempio: non basta nascere con dei genitori per avere realmente un padre e una madre. Un padre e una madre sono di più che coloro che ci hanno generati nella carne.
E al tempo stesso si capisce che non la si inventa la propria ma la si riceve.

Dicevamo: chi è Gesù per me? Il battesimo domanda questo: oltre la nascita.
Non vorrei dare io una risposta, ma vorrei farvi intuire come il suo volto è cambiato pur rimanendo lo stesso. C’è una continuità da cogliere negli infinito volti diversi che gli uomini hanno dato al nome Gesù: a partire dall’inizio. Chi era Gesù il figlio: era quella presenza del risorto che malgrado la diversità della sua condizione è proprio lo stesso uomo che ha mangiato con noi sulle rive del lago.

-al Gesù delle catacombe:Buon Pastore o Gesù e la samaritana: pochi tratti essenziali.
-al Gesù dei mosaici bizantini: Gesù vestito da imperatore
-al Gesù di Giotto, potenti macchie di colore: i borghesi di Toscana
-al Gesù del giudizio universale di Michelangelo, una potenza atomica nei muscoli
-al Gesù di Rembrandt, personaggi che escono guardinghi dalla nebbia
-al Gesù giallo di Gauguin… un Gesù strano: per il mondo o fuori dal mondo?

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