Gv 16,12-15 – VI Pasqua, mercoledì

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.

Cosa non ha detto Gesù ai suoi? Qui ci sono cose che “sono da dire” e che pure non verranno dette. Eppure non si tratta delle “chiacchere” trascurabili di una cena, o di particolare secondari sul quale Gesù non insiste (vista anche la pessima figura che fanno i dodici durante questa cena). Qui c’è in ballo la verità intera di Gesù. E -per quanto non detta- si dice che sarà la sua glorificazione e che non sarà “altro” da Gesù (prenderà del mio) – questo basta per non sbagliare.

Su questo poi c’è silenzio. Anche noi vorremmo sapere e invece ascoltiamo un silenzio. Cosa è questa Glorificazione? cosa dobbiamo riprendere di Gesù? dove incotrare lo Spirito? Alle nostre domande Gesù tace. Anche questo è silenzio di Dio: e perché mai lui dovrebbe rispondere a tutte le nostre domande? In questo silenzio, che sperimentano i discepoli e che dobbiamo sperimentare tutti, ci basti sapere che lo Spirito sarà quello del glorificato solo se riprenderà le cose di Gesù. Null’altro. Non avrà altri limiti, costumi o condizioni se non quelli di riprendere le cose dette da Gesù e glorificalo. Tutto il resto non dipenderà da noi, non lo produrremo noi. Né dovremo noi Glorificare il Signore. Di più è bene neanche sappere (sarebbe come parlare del “sesso degli angeli”). Ci è tolta l’ansia di dover far apparire il Signore e glorificarlo. Non spetta a noi. Sappiamo solo che viene e certamente potremo vederlo. Per tutto il resto Gesù tace. E solo in questo nostro silenzio si potrà ascoltare davvero.

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