Racconti da Gerusalemme -1

Giorno della trasfigurazione. Il Signore sale sul monte. Io invece scendo.
Libero dalla  confusione dei nuovi vocabili, dalla cinque ore di
lezione in ebraico, dai fogli degli esercizi, dal silenzio della
biblioteca. Sfreccio per un attimo con la mia biciletta giu’ dal monte
Scopus, dove ha sede l’universita’.Lo spettacolo e’ unico, e mi lascia
sempre senza parole, dimentico la salita che mi aspetta e quella del
mattino, quando sudato dalla mia corsa mi cambio
furtivamente la maglietta fradicia in un bagno vicino all’aula delle
lezioni.Il sole caldo di fronte a me non mi impedisce di vedere lo
spettacolo di Gerusalemme. Scendo proprio di fronte, a fianco del
monte degli ulivi, con una luce dorata che e’ unica di questo posto e
trasforma le distanze rendento tutte le case piu’ piccole e lontane.
Sono partito piu’ tardi possibile in modo da sfuttare il silenzio
della biblioteca e potermi godere questo inizio di tramonoto.
Scalo il cambio della mia bici per iniziare la salita e inoltrarmi nel
quartiere ebraico.Mi sono perso piu’ volte, all’inizio, e mi e’ anche
capitato di perdere la cartina dalla tasca e trovarmi in un quartiere
ultra ortodosso, molto mal visto dai passanti.
Ora invece mi fermo rilassato a un semaforo di un grande incrocio: la
strada ormai l’ho imparata. Su un furgone di fianco a me due bambini
palestinesi guardano con invidia la mia bicicletta. Sulla faccia gli
si legge tutto, anche se non mi dicono una parola, mentre nella mia
mente cerco in ebraico quelle giuste. Mi viene in mente la buffa
conversazione con dei bambini di strada (qui e’ pieno) un pomeriggio
con Giuseppe – uno studioso di Talmud che viveva con noi – nel
quartiere ebraico della citta’ vecchia. E’ verde, troppo tardi. In un
attimo arrivo nella bellisima casa del tempo turco dove vivo, entro il
cortile. Tra poco ci sara’ la messa in ebraico, che dira’ Angelo (un
biblista di Bari, molto simpatico che vive con noi nella casa). Con
lui ieri sera ci siamo inoltrati in un a ieshiva’, una scuola di
talmud. Nel viaggio parlavamo della teologia della sostituzione, poi
lui ha ottenuto di parlare con un rabbino mentre io lo aspettavo
fuori, perche’ non avrei capito ancora nulla.
Solo per poter capire qualche cosa domani in classe, so che mi
aspettano ancora  tre ore di studio.Tutti i miei compagni sanno molto
piu’ ebraico di me, e sono ebrei…

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