Festa della dedicazione del Duomo di Milano

Gv 20,24-29; Bar 3,24-38;oppure Ap 1,10;21,2-5; Sal 86; 2Tm 2,19-22; Mt 21,10-17

Faccio solo un pensiero perché questa eucaristia – su pensata di un genio! – sarà accupata anche dall’elelezione del consiglio pastoriale.

Gesù è entrato a Gerusalemme – lo sappiamo – e si dirige al Tempo. Il suo ingresso pone alla folla una domanda: chi è costui? C’è chi ne ha paura e chi lo loda. Anche all’ingresso del tempio, poi, la domanda si ripete: Chi è costui? E Gesù fa due gesti (se ne ricorda sempre uno, ma fa due gesti): scaccia i mercanti e guarisce. E insieme a questi dice due parole: una sul tempio e una sulla lode.

Cosa è importante di tutto questo? Forse l’atto di carità di Gesù che guarisce i ciechi? Forse l’atto di giustizia che toglie di mezzo le bancarelle dei mercanti? Tutti, in fondo, abbiamo in mente questa scena così. Abbiamo in mente che “finalmente arriva Gesù” e fa giustizia. Come a dire: vedi che bravo? bisogna fare così anche noi. Dobbiamo impegnarci anche noi perché il Tempio, la Chiesa, non sia commercio e non si facciano ingiustizie.

Non che questo sia sbagliato – si intende. Tuttavia, è questo il cuore che dobbiamo capire di questo testo? Che bisogna evitare che la Chiesa diventi commercio e che si deve proteggere i deboli e che, in fondo, questo è il Sacro, questa è la Chiesa. Di recente un film di Olmi azzarda questa tesi Il viaggio di cartone. Si spoglia una chiesa degli arredi e si dà ospitalità a degli immigrati.
Ma è tutto qui? E, se è tutto qui, perché continuiamo a sbagliare? E perché servirebbe Gesù per questo, non c’era già una giustizia del povero nel diritto Romano?

No. Io penso che il centro di questa pagina non siano i gesti eclatanti e giusti (ma è facile dirlo noi), con tutto il loro significato. Il centro per me resta l’identità di Gesù: chi è Gesù?
Ora spiego. E’ importante percepire che questi gesti, allora, non furono scandalosi in sé, ma lo furono per il fatto che li facesse semplicemente un uomo, Gesù. Che li facesse senza essersi comportato come ogni altro uomo giusto fa in questi casi. Senza, per esempio, essersi confrontato con gli esperti sul caso, senza aver chiesto a chi di dovere e in più, con la pretesa di essere lodato. Un uomo?
Voi immaginate il caso di uno entra in una scuola, magari un ex insegnate, e va dal preside e dice: ma non si fa mica così, non si insegna così, non è questa la didattica… Ti faccio vedere io come si fa. Ma noi come resteremmo? La prima cosa che diremmo non è tanto se sia giusto o meno quello che ha fatto (sai, siamo tutti un po’ capaci lì per lì per un attimo di fare bene), ma la prima cosa che ci verrebbe in mente è: ma chi è costui per fare così? per saltare tutte le procedure? Per non stare in un confronto. Cosa ne sa delle spese del tetto della Chiesa? Cosa ne sa della gestione o delle difficoltà che abbiamo noi tutti i giorni? E poi: ci sono anche altri che danno altri consigli su come bisognerebbe agire…

Questo è il centro di questa pagiana. E – se siamo onesti – questo era lo scandalo di allora come è ancora lo scandalo di oggi. Non sentiamo dire da tutte le parti: chi sei tu Chiesa per dire che hai un verità? Non diciamo oggi: anche tu Chiesa, ti devi mettere in coda come tutti gli altri, e non pretendere di avere qualche verità (fosse anche un bel gesto o un gesto di giustizia e carità) perché ci sono anche tanti altri.
Per esempio, anche su Gesù, tu dici di avere i Vangeli, un dogma, la trinità… invece noi sappiamo che tu hai solo una immagine di Gesù… E poi cosa dici del matrimonio, della vita… come se fosse la verità.

Ecco la pretesa che dà fastidio, anche a noi oggi. Ecco il vero gesto di Gesù al Tempio, che dà fastidio anche a noi. Non è solo un gesto di giutizia e di misericordia, ma è un gesto che ha una pretesa, che pretende, che dice una verità assoluta. Oggi come allora, questo è lo scandalo. Noi diremmo a Gesù: fai una commissione, vedi se i soldi presi all’ingresso del tempio vanno in buoni scopi. Confrontati con chi ha studiato la legge! Ecco lo scandalo.
E pensiamo a noi. Chi dei nostri ragazzi pensa ancora che i gesti della Chiesa che ripetono la cura di Gesù siano nulla di meno che una verità assoluta e universale? Che la cena di catechismo dell’altra sera contenga una verità assoluta, una certezza e una giustizia intoccabili e universali. E non sono soltanto il mio modo di essere fortunato (di vivere qui in occidente da cattolico) e di passare del tempo insieme agli amici.
Con che pretesa crediamo che i gesti di uomo siano per sempre la verità assoluta di tutti gli uomini? E che lo siano così, di un balzo, senza stare a trattare, pur saltando in qualche modo una verifica e confronto?
Ecco in qualche modo lo scandalo. Bisognerà pensarci se vogliamo davvero essere cristiani.

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