III Domenica di Avvento

Is 51,1-6; Sal 45; 2Cor 2,14-16a; Gv 5,33-39

Due cose da mettere in luce:
1) Gesù dice che c’è qualcosa di Dio che neanche Giovanni ha potuto testimoniare (io tuttavia non ricevo testimonianza da un uomo…), ma soltanto guardando a lui. E’ il carattere incondizionatamente buono di Dio. Dio non è mai contento quando vede un uomo che piange, non è mai soddisfatto se vede morire qualcuno, non è mai appagato se . Preferisce far catturare e morire qualcosa di suo (Gesù) piuttosto che i diescepoli. I disepoli avrebbero meritati di più, ma Dio preferisce mettere qualcosa di sé e proteggerli.

Sembra una cosa in fondo scontata. Che Dio è buono, lo si dice come fosse marmellata. Ma è tutta un’altra cosa quando riguarda me… Perché dire che Dio salva, che Dio è buono… è retorica e lo dicevano anche i diavoletti che uscivano dagli indemognati. Invece dire che Dio mi salva, che Dio è con me incondizionatamente buono e che non c’è posto al mondo dove posso finire dove merito di sentirmi umiliato da lui o di temerlo in qualcosa… questo è qualcosa che chiamiamo fede.

Non c’è una cosa sola dal quel io debba temere o possa meritarmi il castigo di Dio. Perché non c’è nessun castigo di Dio. E cosa è l’inferno allora direte: l’inferno è proprio quando io non spero più che lui possa perdonare anche me. L’inferno è quando credo che ci sia qualcosa che meriti una punizione.

2) Per credere questo – dice il Vangelo – ho bisogno di una testimonianza. Giovanni la dava (a modo suo), Gesù è piena testimonianza e anche le scritture sono testimonianza. Questo è un sapere (su Dio) che si sa solo come testimonianza. Ci sono delle cose che si conoscono perché si misurano o perchè si verificano. Ma non sono vere conoscenze, ma solo deduzioni. Quando misuro (quanto sono ricco, quanto vale una cosa, quanto…) non faccio altro che ripetere una cosa che conosco (la mia unità di misura). Quando misuro non conosco nulla di nuovo.
Ma se voglio conoscere qualcosa di veramente nuovo ho bisogno di qualcuno che mi faccia fare esperienza. Questo è un testimone. E’ conoscenza di una realtà che esiste solo attraverso la fiducia verso un testimone. Il nostro sospetto, a furia di essere ingannati a comprare cose, è oggi verso la possibilità di dare questa fiducia.
Eppure non avremmo nessuna conoscenza senza questa fiducia. Nemmeno quella più banale della scuola: se non ti fidi dei tui professori e maestri non sperimenti perchè è bene imparare a leggere e fare di conto.
Dobbiamo ritrovarla. Dibbiamo ritrovare la fiducia nella testimonianza cristiana. Oggi dobbiamo ritrovare la fiducia verso la nostra Chiesa. I gesti di Gesù passono da lei. E’ compito primario. Anche questo ci chiede l’Avvento.

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