XI domenica dopo Pentecoste

1Re 18,16b-40a; Sal 15; Rm 11,1-15; Mt 21, 33-46

Vorrei fare una piccola riflessione su una frase che abbiamo ascoltato, a partire dalle quale potremmo leggere queste letture. Vorrei che ci chiedessimo se è vera, se è una frase che ha ancora la forza di illuminare qualcosa di vero per noi. La frase è quella citata da Gesù (è un salmo) che dice:
“La pietra che i costruttori hanno scartato / è diventata la pietra d’angolo; / questo è stato fatto dal Signore / ed è una meraviglia ai nostri occhi”

E’ una frase puramente retorica del Vangelo o è una frase nella quale crediamo veramente?
Mi verrebbe da dire così: certamente i costruttori di oggi, i ben pensanti, gli uomini del pensiero comune, scartano molte pietre, molte persone non vanno bene per la loro società. A partire dal linguaggio che usano: “risorse umane”. E chi non è risorsa? Chi ormai non ha che da chiedere? Chi è debole che posto ha? Pensate che il discorso attuale dell’eutanasia sia solo questione di filosofia o anche di soldi, di persone che non sono più risorse e che pesano (da tanti punti di vista)? E perché mantenere in vita chi non è più una risorsa, chi è inutile…

C’è poi un’altra categoria: li chiamavano “disadattati”, “vivaci” quando erano piccoli… io ne vedo un sacco che non sanno dare quanto questa società pretende (come scuola, come intelligenza, come lavoro, come educazione)… bene, che posto hanno oggi?
Tragicamente, li abbiamo sotto gli occhi. Gli hanno dato un nome: NEET (“Not in Education, Employment or Training). Sono il 21,2% dell’intera popolazione, interessando soprattutto la fascia d’età che va dai 15 ai 29 anni.

A differenza di tutta la retorica che insegna questa società sulla parità dei diritti, sull’uguaglianza, sulla democrazia…. questa società li ha già scartati. Ha fatto scuole che non sono e non saranno mai per loro, ha fatto famiglie incapaci di educarli. Ha costruito un sistema “individualistico” incapace di vederli (devi fare un giro per le case a benedire per scovarli…)

Eppure, da sempre, qualcuno li raccoglie. I salesiani ad Arese, il Padre Monte da noi, la Cometa a Como… e poi quanti altri… E i 500 bimbi che erano da noi? La società dove li avrebbe messi? Non erano già scartati in quanto per tre mesi non consumatori di nulla. Scartati perché inutili: se non comprano o non producono, a volte non c’è neanche un giardinetto per loro.

C’è una pietra che continuamente viene scartata, e qualcuno raccoglie. Non sempre diventa testata d’angolo, ma almeno – ogni tanto – trova un posto.
E ogni tanto accade anche tra noi in Oratorio. Ci sono persone che non avrebbero mai un posto nella vita, perennemente soli — indipendentemente dalla ricchezza, dal ceto sociale — e che qualcuno prova a insegnare parole vere sulla vita (a volte anche solo al livello dell’ABC della vita e dell’educazione, perché non hanno avuto neppure quello).

A me pare che siano passati 2000 anni ma quanto dice il vangelo resti ancora vero: perennemente qualcuno viene scartato (a dispetto di quanto si sente in giro) e attende solo di essere raccolto. Il vangelo ci esorta a non dimenticarcene. Badate bene non si tratta anzitutto di fare la carità o le elemosina: ci sono tante persone (ragazzi) molto povere “dentro” che non tendono la mano eppure davvero bisognose. Ma hanno bisogno di essere liberati dalla provvisorietà dei legami, dal cinismo e utilitarismo delle relazioni, dalla mancanza di una tradizione che diventi la tua storia… Non sono povertà minori: generano anche ragazze anoressiche o bulimiche, ragazzi narcisisti angosciati per il colore dei Jeans o angosciati per tutto, a volte dipendenti da tante basse forme di compensazione.

Si tratta di accorgerci anche di loro, di patire la loro mancanza, e anche – a volte – l’impossibilità di trasformarli in “pietra angolare” o in qualunque altra cosa, più per nostra distrazione che per una Sua mancanza.

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